21 febbraio 2011

Un altro Tiramisù!

Si narra che questo dolce sia stato realizzato per la prima volta in Toscana, a Siena, in occasione della visita del Duca Cosimo III nel XVIII secolo e che portasse il nome di “Zuppa del Duca”, appunto; ai tempi della Serenissima, veniva servito nei casini veneziani come energetico…sembra che questo gli abbia dato il nome che noi tutti oggi conosciamo! Secondo altri la versione odierna del Tiramisù nacque appena negli anni ’60 in un ristorante trevigiano, in Veneto.

La ricetta che vi proponiamo per il dessert di questo menu è stata presa in prestito alla mamma: è una versione leggerissima di un delizioso, classicissimo dolce le cui origini rimangono ancora perlopiù avvolte nel mistero…

 

Tiramisù

Per 8 persone

2 confezioni di biscotti savoiardi

500 gr. mascarpone

1 cucchiaino di zucchero vanigliato

3 uova

100 gr zucchero a velo

caffè 100% arabica q.b.

un goccio di latte

¼ di bicchierino di grappa o marsala

cacao amaro in polvere q.b

 

Prima di tutto preparate un buon caffè con la moka! Versatelo in una ciotola e fatelo raffreddare. Aggiungete un goccio di latte.

Sbattete i 3 tuorli con lo zucchero e lo zucchero vanigliato: il composto deve diventare spumoso e quasi bianco. A questo punto, sempre sbattendo con la frusta ma velocità moderata, potete iniziare ad aggiungere la grappa (o il marsala) e poi il mascarpone alternandolo agli albumi che avete precedentemente montato a neve ben ferma. Questo farà si che la crema diventi di una consistenza morbida e vellutata. Distribuite un piccolo strato di crema sul fondo di una pirofila.

Ora potete inzuppare (ma non troppo!) i savoiardi nel caffelatte e alternarli alla crema fino ad arrivare a ricoprire l’ultimo strato di savoiardi Spolverizzate col cacao amaro e riponete in frigo per almeno 4 ore.

Aiutandovi con il coppapasta, ricavate delle monoporzioni, impiattate e guarnite con ribes e altra frutta fresca.

 

21 febbraio 2011

Gnocchi di ricotta al pepe con tartufo nero e Castelmagno

Per 4 persone

500 gr. di ricotta vaccina

5 cucchiai di farina bianca

sale

pepe nero a mulinello

Castelmagno grattuggiato

Tartufo nero fresco

In una terrina, lavorate la ricotta con un cucchiaio di legno; aggiungete la farina poco alla volta: l’impasto non deve risultare troppo “gessoso”…la giusta quantità di farina dipende molto dal tipo di ricotta che userete.

Aggiustate di sale e condite con abbondante pepe nero a mulinello.

Con due cucchiani prelevate un poco dell’impasto e formate delle piccole quenelles. Infarinatele una per una e mettetele su un foglio di carta oleata.

Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli appena affiorano. Fate sgocciolare bene e disponeteli ancora ben caldi sui piatti individuale. Cospargeteli di Castelmagno grattuggiato e tartufo nero.

21 febbraio 2011

Torretta di verdure con scamorza affumicata e olio al basilico

 

Abbiamo preso ispirazione da un antipasto assaggiato nel vicentino realizzato dal bravissimo Chef Mauro Canaglia. Nell’originale, al posto della scamorza c’era la mozzarella di bufala; questa è una versione meno estiva ma altrettanto gustosa!

 

Una scamorza affumicata

Una melanzana viola tonda

Due pomodori cuore di bue di forma simile e tondeggiante

Basilico fresco

Sale

Olio extravergine di oliva

Procuratevi melanzana e pomodori che abbiano il più possibile lo stesso diametro.

Mondate la melanzana e tagliatela in fette abbastanza spesse e grigliatela sulla piastra.

Lavate e tagliate i pomodori in fette da un cm circa; salatele e asciugatele accuratamente. Tagliate a fette dello stesso spessore anche la scamorza affumicata.

Preparate la salsina con un frullatore a immersione emulsionando olio, sale e basilico fresco.

Disponete una fetta di pomodoro su ciascun piatto, con l’aiuto di un cucchiaio irroratela con la salsina. Nel frattempo fate arrostire le fette di scamorza sulla piastra ben calda: devono rosolare da entrambe le parti senza squagliarsi del tutto.

A questo punto procedete disponendo il formaggio, le verdure e la salsina al basilico a strati. Decorate l’ultima fetta di formaggio a copertura della torretta con due steli di erba cipollina e servite subito.

18 gennaio 2011

Voglia d’estate…in un secondo di pesce leggero e sfizioso!

Spiedino di mare grigliato con carpaccio di tonno e specchio greco


Per 6 persone

6 Scampi

6 piccole seppie

12 Capesante

200 gr. di Tonno freschissimo

Erbe aromatiche (erba cipollina, timo, dragoncello)

200 gr. Yogurt greco

Olio extravergine di oliva

Preparate il pesce per essere grigliato:

tagliate gl scampi sulla schiena, curate le seppie e le capesante. Infilzate il pesce su uno spiedo di metallo alternando capasanta – scampo – capasanta – seppia e grigliate 5 minuti per parte.

Sfilettate il tonno come per un carpaccio, conditelo solo con olio, pepe e fior di sale.

Preparate la crema emulsionando lo yogurt greco insieme alle erbe aromatiche tritate finemente, un pizzico di sale, pepe e olio di oliva.

Con questa salsa formeremo uno specchio sul quale adagieremo i nostri spiedini; terminate il piatto disponendo qualche fettina di carpaccio di tonno.

Decorate a piacere con germogli e Olio extra vergine di oliva.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

18 gennaio 2011

Il fagiolo magico

Il fagiolo zolfino di Pratomagno è una vera leccornia, preziosissima e ricercata varietà di legume, tradizionalmente consumato in Toscana come contorno su piatti di carne o gustato sulla bruschetta. La scoperta di questo fantastico prodotto ci ha ispirato un primo piatto che potesse esaltarne le caratteristiche e la bontà.

La dolcezza del mollusco contrapposta alla piccante eleganza delle tagliatelle allo zenzero è una perfetta combinazione per sublimare un sapore antico e delicatissimo.

Tagliatelle allo zenzero con capesante e fagiolo

Zolfino del Pratomagno

Per 4 persone

Per la pasta

3 cm di radice di zenzero

200 gr. di farina

2 uova intere

Per la salsa

12 noci di capesante

trito di sedano, cipolla e carota

timo fresco

100 gr. di fagioli Zolfini di Reggello D.o.p. già lessati

fior di sale

pepe

olio extravergine di oliva

La salsa:

Preparate i fagioli: risciacquateli sotto l’acqua corrente e lasciateli in ammollo per almeno 2 ore. Metteteli in una pentola aggiungendo acqua per circa quattro dita sopra i fagioli e uno spicchio d’aglio. Fate cuocere a fuoco lento per circa due ore e mezza. Salate a fine cottura e scolateli. (La ricetta originale prevede di utilizzare un tegame in coccio.)

Tritate finemente sedano, carota e cipolla e fate appassire con un po’ d’olio e una noce di burro.

Affettate le capesante e unitele al trito aggiungendo timo fresco, sale e pepe. Cuocete per un minuto a fuoco vivo, sfumate con del vino bianco secco, aggiungete i fagioli e spegnete il fuoco.

Per le tagliatelle:

Centrifugate lo zenzero e unite il succo che avrete estratto alla farina e alle uova; impastate.

Ricavate delle tagliatelle.

Lessatele in acqua bollente salata, trasferitele direttamente con una pinza (senza passarle nello scolapasta…si asciugherebbero troppo) nella padella con la salsa aggiungendo dell’olio a crudo e saltate il tutto a fiamma vivace.

Impiattate e servite subito.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

14 gennaio 2011

Un po’ di Greco…

Questo piatto è nato da una ricetta letta in un libro di cucina qualche tempo fa, la preparazione è molto semplice ma è un secondo vegetariano davvero sfizioso e perfetto per l’estate. I sapori e gli ingredienti riportano a atmosfere e profumi mediterranei…molto importante, vista la semplicità dell’esecuzione, utilizzare materie prime di ottima qualità.

Tortino di patate, olive nere e basilico con quenelle

mediterranea su specchio greco

Per 4 persone

Per il tortino:

6 patate gialle di media grandezza

una decina di olive nere (meglio se taggiasche)

basilico

sale

pepe nero a mulinello

olio extravergine di oliva

Per la quenelle:

Una decina di pomodori secchi

3 acciughe

pinoli

olio extravergine di oliva

Per la salsa:

125 gr. di yogurt greco

¼ di cetriolo

sale

Lessate le patate in acqua bollente salata. Quando saranno morbide, passatele allo schiacciapatate in una terrina; lasciate intiepidire.

Aggiungete le olive nere tagliate grossolanamente, il basilico fresco

sminuzzato, il pepe. Regolate di sale se necessario e amalgamate gli

ingredienti con l’olio extravergine di oliva fino ad ottenere un composto

morbido ma sodo.

Con l’aiuto di un coppapasta, formate dei tortini.

Prepariamo la quenelle: mettete nel mixer i pomodori secchi, le acciughe, i capperi e i pinoli. Le proporzioni e la quantità dipendono dalla qualità dei prodotti che andrete ad utilizzare. Frullate con l’aggiunta di olio extravergine di oliva.

Emulsionate con il mixer a immersione lo yogurt greco, il cetriolo e salate. Formate uno specchio con la salsa, fate delle quenelle con il composto di pomodori secchi e sistematele sul piatto accanto al tortino.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

12 gennaio 2011

…Cosa mangiamo stasera?

Ieri sera ci siamo improvvisati nella creazione di un piatto che non ci aspettavamo così godurioso (a dire il vero non che avessimo voglia di sfornellare…bah! Strano!)

Aperta l’anta del freezer in cerca di risorse (a volte succede..) abbiamo trovato delle capesante che avevamo acquistato qualche giorno prima.

Orecchiette + Capesante + rucola + pinoli….buo – nis – si – mo!

Orecchiette con capesante, pinoli e rucola

 



Per 4 persone

350 gr. Orecchiette

8 capesante pulite

un mazzetto di rucola

un porro

20 gr. di pinoli

olio extra vergine di oliva

fior di sale

semi di papavero per decorare

Affettate le capesante e scottatele insieme al porro precedentemente tagliato a rondelle finissime con un po’ d’olio e una noce di burro.

Dopo meno di un minuto aggiungete i pinoli e la rucola tagliuzzata finemente. Salate  e aggiungete un filo d’olio a crudo se necessario.

Lessate le orecchiette in acqua bollente salata. Scolatele con la schiumarola trasferendole direttamente nella padella con le capesante.

Saltate la pasta per una 30 di secondi e impiattate. Decorate con semi di papavero e …buon appetito!

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

10 gennaio 2011

La caponata di melanzane

Questo è un antipasto vegetariano golosissimo e perfetto per l’inverno (andrebbe servito caldo).

La ricetta originale è siciliana…eppure tutta questa uva sultanina, pinoli e agrodolce ricordano tanto le ricette veneziane….

Per 8 persone

3 melanzane freschissime

3 peperoni (uno per colore)

3 gambi di sedano

1 cipolla

50 gr olive nere

30 gr. pinoli

50 gr.uva sultanina

2 cucchiai di capperi

5 cucchiai di zucchero

3 cucchiai di aceto di vino bianco

1 scatola di pelati

olio per friggere

mandorle per guarnire

Lavate le melanzane e i peperoni; tagliateli a tocchetti ( non troppo piccoli) e friggeteli in abbondante olio bollente.

Friggete prima le melanzane, poi i peperoni; lasciate scolare l’olio in eccesso su fogli di carta assorbente.

In una pentola antiaderente, fate appassire la cipolla con un po’ d’olio extravergine di oliva, aggiungete il sedano, l’uva sultanina, le olive nere i capperi e i pinoli.

A questo punto possiamo trasferire le melanzane e i peperoni fritti nella pentola con gli altri ingredienti, mettere lo zucchero e l’aceto, aggiustare di sale.

Mescolate bene tutti gli ingredienti e terminate versando i pelati sempre continuando la cottura per almeno 15 minuti.

La caponata è pronta! Meglio degustarla il giorno dopo, servendola con mandorle spezzettate come da tradizione.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

7 gennaio 2011

I fiori nel dessert

La crema alla lavanda è presa in prestito da una ricetta del bravissimo chef Marco Bistarelli…non dimenticheremo mai un magnifico pranzo un paio di anni fa nel suo delizioso “Il Postale” di Città di Castello, in Umbria.

La pasta per il cannolo è invece la stessa dei cannoli siciliani, senza strutto ma col burro.

Cannoli con ripieno di crema alla lavanda su salsa di miele al mandarino


Per 6 persone

Per la crema:

2 gr. di fiori di lavanda

250 gr. di panna fresca

3 uova

100 gr. di zucchero

4 gr. di colla di pesce

Per i cannoli:

250 gr. di farina

30 gr. di zucchero

30gr. di burro

1 pizzico di sale

1 cucchiaino di caffè in polvere

1/2 bicchiere di vino bianco

1 lt. olio per friggere

Per la salsa:

3 cucchiai di miele

il succo di 4 mandarini

Far bollire 125 gr. di panna con i fiori di lavanda per un paio di minuti, filtrate con un colino e fate raffreddare.

Sbattere i tuorli con lo zucchero, unirvi la panna aromatizzata e rimettete sul fuoco. Fate addensare come una crema inglese, poi incorporate la colla di pesce precedentemente ammollata nell’acqua.

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Montate gli albumi a neve e uniteli al composto ottenuto, infine montate la panna rimasta e incorporatela. Mettete il composto in una sac a poche e mettetelo in frigorifero per almeno 4 ore.

Prepariamo i cannoli: mettete la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete il burro, lo zucchero, il caffe e il vino bianco e impastate. Quando avrete ottenuto una pasta liscia e elastica, avvolgetela nella pellicola per alimenti e mettetela in frigo per un paio d’ore.

Trascorso questo tempo, formate delle sfoglie aiutandovi eventualmente con la macchina per la pasta fatta in casa. Tagliate dei quadrati e avvolgeteli intorno agli appositi cilindri in acciaio. Per essere sicuri che i cannoli non si aprano mentre li friggerete “incollate” il lembo con un po’ di albume.

Friggeteli nell’olio bollente e scolateli. Estraete i cilindri e impiattate farcendo il cannolo con la crema alla lavanda.

Preparate la salsina emulsionando il succo insieme al miele e guarnite con fiori di lavanda.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

6 gennaio 2011

Un primo perfetto…last minute

Questo piatto è il classico “salva-cena”…Amici imprevisti o semplicemente voglia di un buon primo piatto ma veloce e semplice da fare? Tenete sempre in casa dei pomodorini. E una fetta di caprino in tronchetto (qui si chiama “Ziegen Rolle”).  I pinoli, poi, non dovrebbero mai mancare…

Buon appetito!

Linguine con datterini, caprino e pinoli al basilico


per 4 persone

250 gr. di linguine

400 gr. di pomodorini datterini

200 gr. di caprino in tronchetto

30 gr. di pinoli

basilico fresco

sale

pepe nero a mulinello

olio extra vergine di oliva

Lavate e tagliate i pomodorini in quarti; metteteli in una ciotola e conditeli con sale, pepe e olio extravergine di oliva. Tagliate anche il caprino a scaglie e aggiungetelo ai pomodorini.

In un pentolino con un paio di cucchiai d’olio,  fate “dorare” i pinoli. Scolateli e uniteli ai pomodorini e al caprino. Aggiungete anche le foglie di basilico spezzettate.

Lessate la pasta in acqua bollente salata. Rimettetela nella pentola calda, versatevi sopra il condimento e mescolate bene finchè vedrete che il formaggio inizia a sciogliersi e a formare una specie di salsa.

Impiattate e servite subito.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011



6 gennaio 2011

Un secondo vegetariano..facile facile..!

Sformatino di porcini e pomodori secchi al basilico con riduzione di senape e miele

Per 4 persone

400 gr. di funghi porcini freschi

6 pomodori secchi

1 cipollotto

1 spicchio d’aglio

una noce di burro

olio extravergine di oliva

basilico fresco

sale

pepe

Per il ristretto:

un cucchiaio di Senape

Un cucchiaio di Miele di acacia

Un cucchiaino di Aceto balsamico

Olio extravergine di oliva q.b.

Emulsionate la senape con l’aceto e il miele. Regolatene la consistenza con l’olio extravergine di oliva. Deve risultare molto denso.

Mondate e tagliate i funghi grossolanamente; tagliare a striscioline sottilissime i pomodori secchi. Affettate il cipollotto e fatelo appassire insieme allo spicchio d’aglio schiacciato con dell’olio extravergine di oliva e la noce di burro in una padella antiaderente. Aggiungete i porcini e i pomodori secchi, aggiustate di sale e pepe e fate cuocere pochi minuti.

Lavate il basilico, asciugatelo e spezzettatelo con le mani. Unitelo ai funghi e mescolate bene.

Con l’aiuto di un coppapasta formate dei tortini. Guarnite con il ristretto alla senape e servite.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

6 gennaio 2011

Due volte Capodanno

E’ la seconda volta che passiamo l’ultimo giorno dell’anno in quel di Berlino…e che lo festeggiamo all’insegna del piacere del buon cibo!

Da quando abbiamo iniziato questa esperienza del Supper Club questa è stata la serata forse più impegnativa…(12 persone e sei portate) ma anche la più divertente…è incredibile quanto una situazione come questa (e tra perfetti sconosciuti) sia divertente, rilassata e autenticamente festosa! A tavola la varietà di culture, lingue e personalità è stato l’ingrediente perfetto per la riuscita della serata; una giovane coppia di Parigi, un gruppo di amici di Berlino e Amburgo, una sciantosa coppia berlinese, una di italiani, e una coppia anglo-tedesca che gestisce un altro supper club qui a Berlino.

Una cena ben riuscita è sicuramente merito dei cuochi ma soprattutto di chi è seduto a tavola,della buona conversazione, dell’atmosfera di condivisione e di entusiasmo dei nostri ospiti…la migliore ricompensa dopo due giorni freneticamente trascorsi tra realizzazione dei piatti, preparativi e cura dei dettagli…

E’ passata quasi una settimana dallo scorso venerdi sera; a dire il vero più che aver goduto delle preparazioni culinarie e del buon vino siamo stati gli artefici del banchetto e, come ovvio, si è più che altro sbocconcellato qui e lì tra un uscita e l’altra dei piatti…ma non poteva esserci modo migliore di passare l’ultimo e il primo giorno dell’anno!

Che gran soddisfazione al momento di preparare il dessert quando i nostri ospiti ci hanno raggiunti in cucina e ci hanno sorpresi con i loro applausi!

Ancora buon anno.

***

 

6 gennaio 2011

“…Capperi!”

Gnocchi di patate alla panarellese

Per 4 persone

Per gli gnocchi:

1 Kg di patate

sale

pepe a mulinello

4 cucchiai di farina bianca

Per la salsa

6/7 acciughe sott’olio

capperi

uno spicchio d’aglio

olio extravergine di oliva

basilico fresco

Prepariamo gli gnocchi: fate lessare le patate in acqua bollente salata fino a che saranno ben cotte.

Passatele allo schiacciapatate e trasferitele in una terrina; aggiungete il pepe e la farina. E’ molto importante che questa operazione venga fatta mentre le patate sono ancora bollenti: amalgamate aiutandovi con una forchetta e cominciate a lavorare l’impasto con le mani.

Prendetene una parte e iniziate a fare dei filoncini dello spessore di un dito sul piano infarinato.

A questo punto tagliate gli gnocchi in pezzi da 2,5 cm circa e passateli delicatamente sulla farina in modo che non si attacchino tra loro.

Riponeteli su un foglio di carta da forno.

Facciamo la salsa:

In una padella antiaderente fate scaldare 3 o 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio tagliato a metà. Quando l’olio sarà ben caldo (fate attenzione, non deve friggere!) togliete l’aglio e aggiungete i capperi e le acciughe precedentemente sminuzzati a coltello. Quando comincieranno a sciogliersi togliete dalla fiamma. La nostra salsa è pronta!

Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli appena affiorano trasferendoli nella padella con la salsa alle acciughe. Per evitare che si attacchino aggiungete dell’olio extravergine di oliva e “saltate” ciascuna porzione.

Impiattate e servite con un trito di foglie di basilico fresco.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

6 gennaio 2011

Non solo sushi

Ci siamo ricordati di quando nonna Maria, di origini mantovane, univa al ripieno dei ravioli di zucca la mostarda veneta…abbiamo rivisitato gli ingredienti in chiave più moderna sosituendo la piccantezza della mostarda veneta con il wasabi non utilizzandoli per il ripieno ma come condimento. Il risultato ci ha stupiti!

Ravioli di patate e capesante su crema di zucca al wasabi con pancetta croccante

Per 6 persone

Per il ripieno:

8 capesante

5 patate medie

sale pepe olio extravergine di oliva

Per la pasta:

200 gr. farina 0

2 uova intere

Per la crema di zucca:

Mezza zucca Hokkaido

1 patata

1 scalogno

Due cucchiaini e ½ di wasabi in pasta

½ litro di brodo

Prepariamo i ravioli: pulite le noci di capesante, asciugatele accuratamente e scottatele per meno di un minuto su una padella antiaderente con un goccio d’olio extravergine di oliva. Mettetele in una ciotola, salate pepate e mettete da parte.

Lessate le patate in acqua bollente salata e una volta pronte passatele allo schiacciapatate.

Preparate la pasta per i ravioli (vedi “Ravioli alle pere e Saint Agur con olio di menta”).

Stendete la pasta sulla spianatoia e iniziate a farcire i ravioli prima con il composto di patate, successivamente distribuendo le capesante in parti uguali.

Richiudete la sfoglia e formate dei ravioli di forma quadrata.

Riponeteli su fogli di carta da forno fino al momento della cottura infarinandoli se necessario.

Facciamo la crema di zucca: mondate e tagliate a cubetti la zucca e la patata, tagliate a metà lo scalogno e metteteli a cuocere nel brodo. Quando saranno morbidi, frullate con un mixer a immersione. Regolate di sale e aggiungete il wasabi.

Per la pancetta croccante: noi abbiamo scelto una pancetta toscana già affettata di Ripe Montoje, fate scaldare una padella antiaderente e adagiatevi le fettine di pancetta rigirandole fino a che avranno preso colore e croccantezza.

Sui piatti individuali, formate uno specchio con la crema di zucca al wasabi e impiattate i ravioli che avrete lessato per circa 6 minuti in abbondante acqua salata.

Completate con le fettine di pancetta croccante e a piacere con fettine di peperoncino rosso.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

5 gennaio 2011

Un po’ di Greco…

Questo piatto è nato da una ricetta letta in un libro di cucina qualche tempo fa, la preparazione è molto semplice ma è un secondo vegetariano davvero sfizioso e perfetto per l’estate. I sapori e gli ingredienti riportano a atmosfere e profumi mediterranei…molto importante, vista la semplicità dell’esecuzione, utilizzare materie prime di ottima qualità.

Tortino di patate, olive nere e basilico con quenelle

mediterranea su specchio greco

Per 4 persone

Per il tortino:

6 patate gialle di media grandezza

una decina di olive nere (meglio se taggiasche)

basilico

sale

pepe nero a mulinello

olio extravergine di oliva

Per la quenelle:

Una decina di pomodori secchi

3 acciughe

pinoli

olio extravergine di oliva

Per la salsa:

125 gr. di yogurt greco

¼ di cetriolo

sale

Lessate le patate in acqua bollente salata. Quando saranno morbide, passatele allo schiacciapatate in una terrina; lasciate intiepidire.

Aggiungete le olive nere tagliate grossolanamente, il basilico fresco sminuzzato, il pepe. Regolate di sale se necessario e amalgamate gli ingredienti con l’olio extravergine di oliva fino ad ottenere un composto morbido ma sodo.

Con l’aiuto di un coppapasta, formate dei tortini.

Prepariamo la quenelle: mettete nel mixer i pomodori secchi, le acciughe, i capperi e i pinoli. Le proporzioni e la quantità dipendono dalla qualità dei prodotti che andrete ad utilizzare. Frullate con l’aggiunta di olio extravergine di oliva.

Emulsionate con il mixer a immersione lo yogurt greco, il cetriolo e salate. Formate uno specchio con la salsa, fate delle quenelle con il composto di pomodori secchi e sistematele sul piatto accanto al tortino.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

5 gennaio 2011

L’altro carpaccio

Carpaccio di gamberi alla senape e fichi

Per 6 persone

18 gamberi

4 coste di sedano

2 finocchi

1 porro

senape

olio extra vergine di oliva

sale

pepe

fichi freschi

Sgusciate i gamberi e privateli delle teste. Scottateli per pochi secondi in acqua bollente.

Usando dei sacchetti in plastica da congelatore, ricavate dei fogli: ponete sul primo i gamberi privati del filetto nero e tagliati sul dorso in modo che si aprano a ventaglio e sovrapponete l’altro foglio in superficie. Con l’aiuto di un batticarne riducete i gamberi a una sfoglia sottile. Avremmo così ottenuto un carpaccio.

A questo punto potete suddividere la “sfoglia” con l’aiuto di un coltello affilato e porre le fettine di carpaccio su una ciotola. Conditele con una viaigrette fatta con senape, limone, poco sale, pepe e olio di oliva.

Lasciate riposare per almeno mezz’ora.

In una padella antiaderente, rosolate il finocchio, il sedano e il porro tagliati sottilissimi (meglio se con una mandola) aggiustate di sale e pepe e togliete dal fuoco.

Con un anello di acciaio impiattate prima le verdure ancora tiepide e poi il carpaccio di gamberi. L’aspetto è quello di un tortino bicolore.

Guarnite con fichi freschi e chicchi di melograno.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

5 gennaio 2011

Al contadino non far sapere…


Vi capita mai di svegliarvi all’improvviso perché vi è venuto in mente come farcire dei ravioli? Potrebbe succedere anche a voi…! Abbiamo assaggiato questo formaggio qui, la prima volta…il sapore e la consistenza sono molto simili a quelli del nostro Gorgonzola, ma con l’aggiunta di una golosità tutta francese!

Ravioli con pera e Saint Agur all’olio di menta

Per 4 persone

Per la pasta:

200 gr. di farina

2 uova

Per la farcia:

1 pera Abate

180 gr. di Saint Agur

un cucchiaio di ricotta

uvetta sminuzzata

cannella in polvere

sale q.b.

pepe nero a mulinello

Per l’olio di menta

10 foglie di menta piperita

Olio extravergine di oliva

Mettete la farina a fontana sulla spianatoia e unite le due uova intere. Lavorate l’impasto partendo dal centro in modo da amalgamare perfettamente la farina alle uova.

Formate un panetto, ricopritelo con della pellicola e mettetelo da parte.

Con un mixer a immersione, frullate le pere e il Saint Agur, aggiungete la ricotta, l’uvetta sminuzzata e un pizzico di cannella. L’emulsione deve risultare non troppo liquida, se necessario, aggiungete poca farina per aumentarne la densità.

Stendete la pasta e formate i ravioli farcendoli con il composto al formaggio..

Preparate l’olio di menta: lavate e asciugate accuratamente le foglie di menta, unite l’olio e pochissimo sale. Frullatele in un bicchiere con il mixer ad immersione fino ad ottenere un olio di colore verde intenso.

Cuocete i ravioli in acqua bollente salata, scolate, saltate in padella con poco burro, impiattate aggiungendo parmigiano grattuggiato a piacere. Terminate il piatto con dell’uvetta intera, l’olio di menta e servite.

metti una sera a cena – Berlin ⓒ 2011

5 gennaio 2011

Appunti di viaggio

Siamo approdati qui in fuga da un’Italia sempre più grigia, costosa, pessimista e invecchiata; Berlino non è certo una città semplice, ma rispetto a tutte le altre non è ostile per chi ci arriva anche se per la prima volta. Dopo l’ennesima ridicola proposta di lavoro abbiamo deciso che era il momento di lasciare il nostro non più bel paese. C’è voluto solo il tempo di trovare un’inserzione che sembrava interessante su Craigslist e prendere accordi per un affitto temporaneo (tanto per capire se ne valeva davvero la pena), fare un paio di valigie…e eccoci qui.

Berlino sa essere bellissima e sorprendente, disordinata e caotica al tempo stesso. Non dimenticheremo mai la prima volta che abbiamo camminato per le strade del quartiere dove viviamo ora a Prenzlauer Berg.  Non si può descrivere la magia della luce di inizio primavera, di sera, perché non fa più buio presto, e la gente che dopo il lungo letargo invernale riassapora il piacere di stare all’aperto, (i bambini sono ovunque, questo è il quartiere con la più alta densità di  ragazzini di tutta la Germania…a volte sei seduto in un cafè e ti chiedi se per caso non sia l’area ricreativa di un asilo per l’infanzia) e nel vibrante buon umore generale, camminando come fanno tutti gli altri, improvvisamente ti imbatti nella vetrina di un’orologiaio. Esattamente come potreste immaginarvelo in un racconto di Čechov o più recentemente nel romanzo stesso di Döblin. Al piano terra di un palazzo di una bellezza che il tempo e i segni della guerra non sono riusciti a cancellare. E lui è lì dentro che aggiusta orologi. Ci siamo stupiti che non stesse calando una coltre per l’effetto seppia tutto intorno…e che non fossimo nei primi anni del secolo scorso.

La magia la perdi ad Alexanderplatz…hai l’impressione di essere la pallina di un enorme flipper…l’illuminazione è esattamente quella di una sala giochi. E poi l’odore di currywurst 1euroe30 che emanano le griglie marsupiali degli ambulanti fuori dai centri commerciali e dalle uscite della metropolitana. Ti chiedi come poteva essere allora. Provi a ricordare quello che hai letto e cerchi di ricostruire le vetrine dei negozi di giocattoli, le bettole, i giornalai, le signore eleganti…

***